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lunedì 29 dicembre 2008

24, 27, 30: che trovata originale

Parliamo sempre di orari nella scuola primaria.
Il nostro pittoresco e creativo paese è ormai rinomato per la sua capacità di distinguersi con idee originali e spassose.
Spassose naturalmente per chi ci osserva dall'estero, perché noi all'interno abbiamo poca voglia di ridere.
L'ultima è quella di modificare l'orario della scuola elementare - fin qui niente di tanto strano, anche se l'idea pare discutibile - ma non in tutte le sedi, a macchia di leopardo, facendo scegliere il modello ai genitori...
In pratica potrebbero coesistere, nello stesso istituto, classi di bambini che entrano alle otto e alle otto e trenta, uscendo chi alle dodici e trenta chi all'una. Anzi, alcuni potrebbero fermarsi nel pomeriggio e avere la settimana corta. Alcuni avrebbero una sola maestra per sei giorni la settimana, altri ne avrebbero due, tre o anche quattro.
Se qualcuno capisce il senso di queste modifiche, a parte l'estrema urgenza di risparmiare eliminando cattedre e personale Ata, me lo spieghi, per favore.
Io vedo solo che la scuola pubblica, la primaria in particolare, sta subendo un attacco gravissimo. E' già malmessa (no, non dite che le cose finora andavano bene perché sapete di mentire) però, malgrado l'incuria dell'amministrazione, si regge ancora in piedi grazie alla dedizione delle maestre e dei maestri. Ci sono insegnanti che curano gli alunni come madri, o padri, si portano da casa perfino il sapone e i gessi colorati, pagano le fotocopie di tasca propria, spengono le luci e chiudono le finestre per non consumare troppa energia. Per queste persone non c'è abbastanza posto; l'economia si fa sulla loro pelle e su quella dei bambini.
Lo stato spende troppo per gli stipendi...Perché allora non cerca di ridurre le spese superflue, come le miriadi di progetti aggiuntivi che drenano finanze pubbliche in ogni circolo didattico, comprese le commissioni e le "funzioni" o "figure"- obiettivo, utili solo a riempire il portafogli dei soliti pochi docenti (sempre gli stessi!)? Siamo arrivati al paradosso che mancano i fondi per acquistare una fotocopiatrice nuova, ma si trovano migliaia di euro per compensi aggiuntivi ai docenti (solo ad alcuni, però).
Troppi maestri costano, è vero, ma seguendo la stessa logica, ci sono anche troppi professori nella scuola media! Dato che un laureato in lettere ha studiato storia e geografia, facciamogli insegnare tutte le materie umanistiche e perché no, anche l'inglese. e il francese...si risparmierebbe parecchio, non vi pare? Tre professori bastano e avanzano: uno per l'area umanistica, un altro per quella scientifica, un terzo per l'arte e lo sport. Anche perché ormai tutto è a livello libresco, non si impara più a disegnare, cantare e suonare, ma si studia storia dell'arte, storia della musica, educazione tecnica; la ginnastica spesso si fa in cortile giocando a pallone. Che ne dite? Un'eresia? E' proprio quello che dico anch'io. In fondo è lo stesso principio che si vuole applicare nella scuola elementare: la semplificazione, anzi...l' essenzialità. Diamo il minimo, sarà sempre troppo...
E' vero che nella primaria le discipline non sono approfondite come nella secondaria, ma ciò non vuol dire che non richiedano una preparazione approfondita da parte dei docenti, perché per insegnare cose semplici ed essenziali bisogna conoscerle perfettamente nei minimi particolari.

venerdì 26 dicembre 2008

Ma quale orario scegliere?

Non è assolutamente chiaro cosa succederà il prossimo anno. In particolare, non si è capito cosa vuole farci fare la signora Gelmini, molto contraddittoria e confusa (almeno nelle sue dichiarazioni, perché credo che in realtà sappia benissimo dove ci vuole portare).
A un giornalista ha detto che il maestro unico avrà un orario di 22 ore settimanali e le altre due ore per arrivare a 24 saranno coperte da un non meglio identificato specialista (di religione? d'inglese?), quindi per logica deduciamo che non ci sarà un maestro unico.
Contemporaneamente ha affermato che, se un maestro ha i titoli per insegnare inglese e religione, potrà coprire da solo tutte le 24 ore, ma tale orario dovrà essere scelto dalle famiglie. In pratica, chi può e vuole fare il maestro unico, deve ricevere il permesso dai genitori. E' già una farsa.
Nel caso in cui al maestro manchino i requisiti per religione e inglese, le famiglie devono per forza optare per la settimana di 27 ore con tre maestri: un prevalente per 22 o 24 ore - non è ben chiaro - più due specialisti, ma non si sa per quante ore; nessuno dice se l'inglese resterà com'è adesso (1 ora in prima, 2 ore e 1/2 in seconda e in terza e 3 in quarta e quinta) o se sarà ridotto a due ore, idem per religione che adesso è 2 ore in ogni classe ma potrebbe scendere a 1 ora.
Quanto alle 30 ore, come gestirle resta un assoluto mistero perché sappiamo che non ci dovranno essere compresenze e che si dovranno utilizzare solo i maestri a disposizione in organico. Ma come fare? In prima sarà impossibile adottare tale modello. Assodato che il maestro prevalente non può superare le 24 ore, aggiungendo 1 ora d'inglese e 2 di religione si arriva a 27: se la matematica non è un'opinione rimangono scoperte 3 ore, a meno che non si attribuiscano agli specialisti.
Nelle classi successive alla prima, i regolamenti permettono di mantenere l'attuale orario di 30 ore, ma il secondo maestro non ci sta più dal momento che è abolita la compresenza: quindi 22 ore col prevalente, 3 d'inglese, 2 di religione e avanzano sempre 3 ore. O solo 1 e 1/2 se il prevalente ne fa 24.
Ritengo che in molte scuole sarà adottato il modello di 27 ore perché è l'unico attuabile senza difficoltà.
Lo schema del maestro unico per 24 ore non sarà molto diffuso, ammesso che le famiglie lo richiedano, perché pochi maestri hanno i requisiti per inglese e religione. Ma poi, perché i genitori dovrebbero volere un orario ridotto e un solo docente per i loro bambini?
Da notare comunque la disparità fra chi dovrà insegnare tutte le materie in 24 ore e chi invece potrà prendersela più comoda con 22 o 24 ore solo per le discipline classiche, lasciando ad altri inglese e religione.
E questo senza considerare le gravi conseguenze didattiche per gli alunni, costretti a ridurre il loro tempo scuola e a studiare in meno ore, sempre con lo stesso insegnante, più stanco e stressato se non addirittura meno esperto.
Sappiamo che negli ultimi vent'anni i maestri si erano specializzati nel loro ambito disciplinare, ma con questa "riforma" le loro competenze saranno sprecate. Tanta esperienza andrà perduta ed è un vero peccato.
E' veramente assurdo.
Non posso credere che questo colossale pasticcio sia definito "riforma".
Aspettiamoci altri regolamenti attuativi entro febbraio.

giovedì 25 dicembre 2008

Come volevasi dimostrare

La sorpresina natalizia dal ministero è arrivata. C'era d'aspettarsela, naturalmente. I primi regolamenti attuativi hanno fatto luce sulle vere intenzioni della Gelmini e del suo staff: attuare la riforma Moratti risparmiando sulle spese per il personale. Così siamo definiti, personale.
Mentre la riforma della secondaria è stata rimandata al prossimo anno e la scuola dell'infanzia rimarrà invariata, la scuola primaria come al solito sarà la più tartassata: dovremo sopportare i primi cambiamenti già a settembre e le conseguenze si sentiranno a febbraio, al momento delle iscrizioni (posticipate di un mese), quando le famiglie saranno costrette a scegliere l'orario per le prime classi.
Già, perché la signora Gelmini non molla: la via del maestro unico attualmente non è proponibile, ma lei insiste. Il risparmio derivante dai tagli sul personale fa troppa gola.
Non credo che saranno molte le nuove classi prime ad adottare il nuovo orario ridotto a ventiquattro ore settimanali, se non altro perché è requisito indispensabile che il maestro o la maestra siano abilitati a insegnare l'inglese; infatti la compresenza è stata abolita, quindi ogni maestra dovrà effettuare non meno di ventidue ore frontali in una sola classe, aumentabili a ventiquattro se ha anche il titolo per insegnare religione. Per il momento non sono tantissimi i maestri in queste condizioni, ma la Gelmini conta di portarceli tutti entro il 2011-2012, obbligandoli a frequentare corsi di lingua (di durata triennale, ma dopo il primo anno si può già insegnare l'inglese in prima...).
Il tempo pieno, dove c'è può anche restare, per gentile concessione, della signora ministro, ma non pensate che sarà come quello attuale! Tornerà il modello di vent'anni fa: lezioni normali di mattina e attività integrative nel pomeriggio, insomma, il vecchio doposcuola.
Infine non è chiaro come sarebbero organizzate le lezioni nel caso in cui si scegliessero 30 ore settimanali. I regolamenti parlano di 27 ore, cioè 24 ore curricolari più tre opzionali (i laboratori della Moratti), nelle classi in cui devono entrare gli specialisti d'inglese e religione: i conti tornano, perché 22 ore con la maestra prevalente più 3 d'inglese e 2 di religione fanno appunto 27.
Ma per le trenta ore, ovviamente non può bastare una sola maestra affiancata da due specialisti, perché restano scoperte tre ore. Chi le dovrebbe svolgere? E come? Sarà lasciata libertà di organizzazione alle singole scuole? C'è un controsenso: il ministro dice che le 30 ore si potranno scegliere a patto che l'organico della scuola lo consenta, insomma se già le maestre ci sono; praticamente nella maggioranza dei casi!
Altro problema: le classi diverse dalla prima, che faranno, resteranno con le trenta ore? A parte i problemi d'orario che si creeranno, mi chiedo: se il modulo è abolito, potrà comunque restare la maestra di matematica che affianca la prevalente?
E poi, perché le famiglie dovrebbero volere un orario di 24 ore, che costringe i bambini a entrare più tardi e uscire prima? E se c'è una maestra in grado di insegnare tutte le materie, ma le famiglie desiderano un orario più lungo , resteranno lo stesso gli specialisti d'inglese e religione? Mi pare un guazzabuglio insensato. Altro che riforma, questo è un pasticcio.
Un bel regalo natalizio del quale dobbiamo essere grati all'attuale governo.

domenica 14 dicembre 2008

La marcia indietro del ministro Gelmini

Due giorni fa, esattamente venerdì 12 dicembre, i giornali pubblicavano trionfali notizie riguardanti la scuola primaria: il maestro unico è finito, il tempo pieno è salvo!
Per la verità qualche buona nuova c'è: le piccole scuole con meno di cinquanta alunni non dovranno per forza chiudere (non per l'immediato futuro, almeno), sono confermati i due docenti nel tempo pieno e il rapporto uno a due nel sostegno, non sarà aumentato il numero massimo di alunni per classe e soprattutto le famiglie potranno scegliere, solo per i figli che frequenteranno la prima dal prossimo settembre, un orario di ventiquattro, ventisette, trenta o quaranta ore settimanali.
Mi sembra un bel passo indietro, se vogliamo una correzione di rotta, anche se il ministro Gelmini dichiara orgogliosamente e testardamente di non aver ceduto alle "proteste della sinistra" (come se a protestare e scioperare non fosse stato il 70% degli insegnanti, ma solo una manica di rivoluzionari rossi).
Leggete il testo di questa intervista al quotidiano La Stampa dal titolo esplicativo: "Gelmini: Quante bugie! Nessun dietrofront sul maestro unico"
http://www.lastampa.it/_web/cmstp/tmplrubriche/scuola/grubrica.asp?ID_blog=60&ID_articolo=866&ID_sezione=255&sezione=
Comunque leggendolo una certa confusione rimane, e non promette niente di buono... Infatti non si capisce se, nel caso delle ventiquattro ore, ci sarà un solo maestro a insegnare tutte le materie. Se l'orario di servizio di un docente è di 22 ore, come dice il ministro ed anche la normale logica matematica, sembra automatico che le altre due ore debbano essere coperte da un altro ...uno di "quegli specialisti" non meglio identificati tra inglese e religione, però inglese mi pare difficile perché sono più di due ore la settimana, un'ora in prima classe e poi due e mezzo e tre nelle classi successive. In altri articoli ho letto che si potrà avere l'orario di 24 ore solo se il maestro ha titolo per insegnare tutte le materie compreso l'inglese e la religione: diversamente si dovrà optare per le ventisette o le trenta ore. Assurdo! In pratica, il maestro unico può fare tutto in ventiquattro ore, ma tre maestri no. Significa che nelle ventisette ore (parliamo di prima classe) il maestro prevalente avrà ventiquattro comode ore a disposizione per italiano, matematica e storia, mentre il maestro unico ne avrà solo ventuno, dovendo fare spazio a religione e inglese. C'è qualcosa che non mi torna. E quando le cose non sono chiare, sospettare l'inghippo è assolutamente doveroso.
Occhi aperti!
Come andrà finire, non si sa. E poi, immaginate la confusione se i genitori delle varie classi vorranno orari diversi...i bambini di prima entreranno alle otto e mezzo e usciranno alle dodici e mezzo, quelli di terza magari entreranno alle otto per uscire all'una e quelli di quinta invece faranno il tempo pieno! Ma dico, si può sostenere una simile proposta?
Vogliamo proprio far ridere i polli con queste idee balzane. Fra l'altro bisogna fare i conti con le finanze dei vari comuni: sono loro che devono sostenere e organizzare i trasporti, il riscaldamento, la pulizia e le mense scolastiche. Sicuramente in molte piccole realtà non si potrà attuare il tempo pieno, nel sud probabilmente resteranno le ventisette o trenta ore, mentre la scelta delle ventiquattro non sarà poi così diffusa, perché è difficile far coincidere la richiesta delle famiglie con la contemporanea disponibilità di docenti qualificati per tutte le materie.
Stiamo a vedere; intanto la Gelmini non parla di tempo pieno classico, ma di tempo scuola antimeridiano e doposcuola nel pomeriggio...roba da inorridire, nel 2008 ancora dobbiamo sentire questo termine, mia nonna nata nell'ottocento era più all'avanguardia.
Un consiglio ai naviganti: teniamo gli occhi bene aperti perché per il 18 dicembre, cioè giovedì della prossima settimana, è prevista l'emanazione delle prime norme attuative. Non si sa mai che ci arrivi qualche sorpresina natalizia, dopo quella di agosto, dato che al governo piacciono i regali per le feste...

sabato 8 novembre 2008

Il maestro, anzi la maestra unica divide gli italiani

Maestra lou
I sondaggi dicono che sul tema della maestra unica gli italiani adulti sono divisi a metà tra favorevoli e contrari. Dico maestra e non maestro perché noi insegnanti femminucce siamo in sfacciatissima maggioranza sui maschietti, quindi suona un po' ridicolo usare il genere maschile, o perlomeno appare ipocrita.
C'è chi rimpiange la signora o signorina maestra vecchio stampo, con lo scialle e la bacchetta, seduta alla grande cattedra rialzata dieci centimetri da terra, in un'aula piena di pizzi, statuine sacre, icone e fiori finti.

C'è chi preferisce una scuola più moderna e informale, magari con diversi insegnanti specializzati che riescono ad approfondire meglio le varie materie e ad interessare di più i bambini.
Infine c'è la via di mezzo, scelta dai moderati che desiderano tornare alla serietà e al rigore senza riesumare fossili.
Io appartengo a questa categoria, anche per via dell'età non più giovanissima.
Insomma, credo in un fare scuola attivo, coinvolgente, ma nel rispetto delle norme di civile convivenza: non accetterò mai la confusione infernale, gli strilli, i banchi volanti e i posteriori nudi al vento che alcuni pretendono d'impormi in nome di una libertà non meglio motivata.
Trovo giusto che i bambini abbiano, almeno nei primi anni scolastici, regole chiare e riferimenti precisi; comunque, non esageriamo! Perché mai avrebbero bisogno di una sola figura adulta? Nelle famiglie normali i genitori sono due e i nonni quattro, per non parlare degli zii, quindi i piccoli prima di arrivare a scuola sono già in rapporto con diverse figure educative ed è proprio questo pluralismo a favorire la loro crescita. Non a caso, i bambini vissuti in ambienti isolati, troppo in simbiosi con la mamma, dimostrano difficoltà nei rapporti interpersonali e sociali e spesso anche ritardo nello sviluppo psico-fisico.
Sono gli adulti, diciamo pure certi adulti, a voler detenere l'esclusiva...forse perché è più comodo non doversi confrontare con altri colleghi. Essere l'unica fonte di sapere per gli alunni, comporta una grande responsabilità, ma anche l'appagamento del potere.
I bambini, secondo i sondaggi, preferiscono avere tante maestre: le loro motivazioni suonano molto candide ed esplicite...Chi dice: "è noioso dover vedere sempre la stessa faccia" e chi: "una sola maestra non può sapere tutto ed essere brava in tutto". I bambini, come spesso succede, hanno ragione.
Una sola maestra e per di più negli anta, non potrà dare, in ventiquattro ore, quello che cinque maestre danno in trenta: a meno che non ci si limiti al dettatino, al riassuntino, al capitoletto di storia condensata, alle tabelline e alle operazioni in colonna: giganteschi passi indietro.
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lunedì 3 novembre 2008

IL DECRETO GELMINI, ovvero come raggirare quei cretini della scuola dell'obbligo

Il decreto 137 della Gelmini è legge.
Ormai è fatta. Siamo infarinati e fritti. Quello che più mi dispiace è che potevamo almeno lottare, invece ci siamo comportati da qualunquisti! Non si doveva neanche riaprire la scuola il quindici settembre (parlo per la Calabria), ma noi no, sempre a fare i perfettini. Siamo così presi dal nostro gioco che non ci accorgiamo neppure quando siamo presi in giro! Perché di questo si tratta, una presa in giro colossale. Il governo fa giri di valzer, smentisce, controsmentisce, ma i fatti parlano chiaro: dal prossimo settembre nelle classi prime ci dovrà essere un solo maestro, anzi maestra, data la prevalenza del sesso debole; il tempo pieno - bontà loro - è ancora permesso, ma lo dovranno sostenere i comuni (quindi al sud non ci sarà per mancanza atavica di fondi) e l'insegnante specialista d'inglese dovrà sparire: cominciando dalla prima, le maestre dovranno seguire corsi appositi per insegnarlo ognuna nella propria classe. I corsi saranno obbligatori e partiranno fra breve.
Be', non c'è che dire. Hanno trovato il modo di rifilarci una "riforma" senza contenuti pedagogici, senza dibattito, ricerca e sperimentazione...nessuno ci era mai riuscito in precedenza, neppure la Moratti che fu contestata aspramente, e la manovrina raccoglisoldi è partita in gran fretta il primo d'agosto senza suscitare neppure grande scalpore, almeno nel sud. Neanche i sindacati si sono agitati più di tanto. Lo sciopero unitario è stato organizzato, udite udite, non i primi giorni di settembre, ma il trenta ottobre, il giorno dopo la definitiva approvazione del decreto 137! Chissà quanto si preoccupa il governo del nostro sciopero: le trattenute per loro sono grasso che cola.
Ora qualcuno si è infervorato e sogna un autunno caldo, magari una versione riveduta e corretta del sessantotto...Io non voglio perdere altri quattrini per colpa della loro inefficienza. Stavolta ho scioperato per solidarietà verso i giovani e i precari; ma è una vita che aderisco agli scioperi, ormai non ci credo più. Non parlo per me stessa, fra poco finirò la mia carriera scolastica, ma per il futuro della scuola: è già disastrata, come andrà a finire se nessuno se ne occupa in maniera seria?
Penso che l'attuale governo non abbia alcun rispetto della scuola pubblica e dei suoi dipendenti. D'altra parte tutti i governi passati hanno dimostrato ben poca stima degli insegnanti elementari, anzi, tormentare la scuola primaria modificando programmi, orari, impianto didattico, numero dei docenti sembra essere il passatempo preferito del ministero oggi chiamato Miur.
Con gli specialisti d'inglese poi è una lunga storia.
All'inizio degli anni novanta si decise d'inserire la lingua straniera nelle elementari, partendo dalla classe terza; allo scopo furono istituiti corsi di formazione destinati alle maestre già in ruolo, della durata variabile da cento a cinquecento ore in base al livello di competenze accertato. Cento ore per le laureate o di pari livello, centocinquanta per le brave, trecento per quelle con qualche infarinatura e cinquecento per chi partiva da zero. Naturalmente i corsi non erano obbligatori, perché si partiva dall'idea che bastasse un'insegnante specializzata all'interno di ogni modulo. Non tutti i docenti aderirono al piano formativo e in molte scuole si dovette sopperire con uno specialista che insegnava solo inglese (o francese, tedesco, spagnolo) in sei o sette classi. L'intenzione della sinistra era però quella di assorbire gradatamente gli specialisti, in modo che la lingua straniera fosse insegnata da una maestra di classe. Ma si continuava ad assumere maestre, dando la precedenza nel concorso a chi superava una prova di lingua straniera. In pratica, si veniva assunti solo dimostrando di conoscere una lingua e senza bisogno di frequentare corsi (lo stato non aveva più soldi).
La destra, quando Berlusconi salì al potere, con la ministra Moratti contribuì all'assunzione di nuovi specialisti inserendo l'inglese obbligatorio anche in prima. Assunse anche molti insegnanti specialisti di religione cattolica nella scuola elementare.
E' alquanto strano che, mentre da un lato si assumeva, dall'altro si annunciasse la riduzione degli specialisti d'inglese e il ritorno al maestro unico. Ci furono grandi proteste, piazzate e scioperi a cui io stessa decisi di aderire.
Però il ministro di centro-sinistra Fioroni, succeduto per poco tempo alla Moratti, non cambiò rotta, ma al contrario continuò ad eseguire il compito di chi l'aveva preceduto assumendo altri insegnanti di religione e assorbendo gli specialisti d'inglese su posto comune.
Quindi è logico che adesso la sinistra non può protestare, fa solo un po' di manfrina. Cosa agita ora il PD? Il voto in condotta, ma soprattutto le classi ponte per gli immigrati stranieri: questo tema lo scuote profondamente, ma forse farebbe bene a scandalizzarsi per altre cose. Ad esempio, è vergognoso che nei primi dieci giorni di malattia dobbiamo subire una trattenuta sullo stipendio, queste cose non le fa nessuno, neanche nel privato, e si penalizzano proprio gli insegnanti che si ammalano! I veri fannulloni vanno e vengono dal posto di lavoro, attaccano il cappello e via; oppure sono sempre presenti ma non fanno praticamente niente, questo però ai ministri Brunetta e a Tremonti non importa...vogliono solo racimolare quattrini e colpevolizzarci, così - secondo loro - stiamo zitti. Il grave è che ad ogni episodio di malattia il salasso si ripete, io perderò (anzi ho già perso) sette euro per ogni giornata, ma qualcuno ne perderà di più. Non si potrebbe, per legge, diminuire lo stipendio di un lavoratore ammalato, ma loro trattengono dalla retribuzione accessoria e così il gioco è fatto...FURRRBI!
Chi ci difende? Purtroppo quasi nessuno. Non mi sembra che i sindacati siano rimasti sconvolti da un simile provvedimento, eppure avrebbero dovuto! Nel settore privato, i primi dieci o quindici giorni di malattia sono retribuiti per intero e le trattenute scattano solo per le assenze successive; questo è comprensibile, perché si cerca di scoraggiare le troppe assenze. Invece nel pubblico si fa il contrario: si incoraggiano le lunghe assenze e si penalizzano le brevi, che poi sono la maggioranza. Nell'ambiente scolastico, altamente insalubre e antigienico, è normale prendersi un bel raffreddore, la bronchite e l'influenza o varie forme parainfluenzali.
Venerdì 31 ottobre, il giorno dopo lo sciopero, alcuni sindacati (non tutti, per la verità, giusto i soliti amici) si sono affrettati a siglare il nostro nuovo contratto. Chi credono di incantare, abbiamo aperto abbastanza gli occhi per vedere la loro falsità.

lunedì 1 settembre 2008

Esuberi di seconda classe, anzi turistica

Sembra proprio che l'intenzione di abolire il team modulare sarà rimandata al prossimo anno, e meno male: eliminare trentamila insegnanti all'ultimo momento, proprio all'inizio delle attività scolastiche, sarebbe stato pazzesco oltre che vergognoso.
Resta la preoccupazione per chi si ritroverà probabilmente senza posto il prossimo autunno.
I lavoratori in esubero all'Alitalia, evidentemente, meritano un migliore trattamento perché saranno assorbiti, come dicono, nel settore pubblico; le maestre e i maestri "di troppo" , invece, non si sa dove andranno a finire.
A chi importa? Sono esuberi di seconda classe, anzi turistica.
Questo provvedimento è anche più drastico del già tragico congelamento dei precari, perché ci sono famiglie che verranno private di un sostegno economico su cui già contano...e poi si lamentano del decremento dei matrimoni e delle nascite! Bel modo di tutelare l'occupazione e i nuclei familiari.
Anche perché come sempre i perdenti posto saranno i più giovani, quelli con minore punteggio, senza considerare minimamente le loro competenze.
Fra l'altro, anche se è un particolare minore, dovrà essere aumentato l'orario settimanale dei docenti: attualmente si tratta di 22 ore - più due pomeridiane di programmazione - che saliranno almeno a 25, ipotizzando la settimana corta come in Francia.
Mi sembra una pessima decisione anche per le conseguenze pedagogiche derivanti.
Intanto non è vero che i bambini hanno assoluto bisogno di una maestra mamma: chi lavora con i piccoli sa che si adattano perfettamente alla presenza di più figure di riferimento, ci sono abituati già nella scuola materna dove le maestre sono due - senza contare l'insegnante di religione e la specialista d'inglese. Anzi, affidare i bambini a una sola persona può causare più danni che benefici, se pensiamo al rischio che si trovino cinque ore al giorno per tutta la settimana con una maestra autoritaria, manesca, impaziente o soltanto poco predisposta a insegnare alcune materie (l'inglese, l'informatica, le scienze, la matematica, la musica, la ginnastica...). Anche nella secondaria si potrebbe ottenere un bel risparmio eliminando o accorpando cattedre. So anche di sprechi a livello universitario.
Come si spiega allora questo accanimento contro la primaria, che da decenni dà buona prova di sè? Perché tutti i governi hanno sempre agito così, confidando sul senso di responsabilità e sulla "docilità" dei maestri; poi nel caso specifico per questioni puramente economiche: il risparmio che si realizzerebbe eliminando il team modulare (tre maestri su due classi) fa veramente gola e così si ammanta l'operazione di bei paroloni, tipo "il bene dei bambini" e repertorio analogo.
Bei paroloni, si fa per dire! Sono luoghi comuni e nient'altro, ottimi per fare presa su un'opinione pubblica poco esperta di tematiche pedagogiche e istintivamente ostile agli insegnanti, considerati scansafatiche e privilegiati.
Mentre togliendo l'insegnamento specialistico dell'inglese non c'è stato alcun risparmio, perché sono state sostituite da altrettante maestre di religione e forse poteva esserci una giustificazione didattica accettabile da alcuni punti di vista, ora invece si prepara un colpo grosso molto sleale..
Non sono contraria per motivi ideologici, penso che la spesa pubblica vada contenuta e razionalizzata, ma non sopporto l'ipocrisia e neppure la mala fede con cui si fa pagare sempre ai più deboli il conto di politiche sbagliate .